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Reliabitaly, è online una delle App più promettenti del 2017

Citando quanto riportato nell’edizione di Marzo della rivista #Capital, la nostra App si è aggiudicata un posto all’interno della classifica delle 40 migliori promesse per il 2017. Ci impegneremo per non deludere le aspettative di questa celebre rivista, degli utenti e delle istituzioni che stanno dando fiducia a questa importante iniziativa che ha come scopo primario, la tutela dei consumatori e dei prodotti delle nostre imprese.

L’applicativo verrà promosso a livello nazionale e internazionale; di fondamentale importanza in questa fase sarà avere l’appoggio dei consumatori Italiani che, con i loro consigli e recensioni (che ci auguriamo positive) contribuiranno a permettere l’affermarsi di questo progetto e a migliorare ulteriormente l’applicazione sempre in costante aggiornamento.

 

AICE, Confcommercio Milano e Reliabitaly per aumentare l’efficienza dell’ Export Italiano.

In un contesto economico mondiale particolarmente incerto, dove sembrano riprendere vigore politiche protezionistiche a scapito della liberalizzazione degli scambi, è ancora più importante che le imprese abbiano un approccio consapevole ai processi di internazionalizzazione e di crescita sui mercati esteri.

Per supportare le imprese nello sviluppo del loro business all’estero, i due più importanti partner della nostra associazione, ovvero Aice e Direzione Settore Commercio Estero di Unione Confcommercio Milano, organizzano una serie di seminari, workshop, corsi ed incontri di approfondimento sulle tematiche più attuali: fiscalità internazionale, contrattualistica internazionale, scambi intracomunitari, scambi extracomunitari, pagamenti e trasporti internazionali, certificazioni import ed export, Incoterms, dogane, tecniche linguistiche, tecniche di comunicazione, approfondimenti Paesi e mercati, digital marketing, logistica, etichettatura, normative europee ecc..

La stragrande maggioranza dei corsi sono gratuiti per le aziende associate. Siamo sicuri che questo sia un ottimo valore aggiunto per le aziende che grazie a Reliabitaly proteggono i loro prodotti esportati dall’Italian Sounding.

 

Prodotti #Italiansounding solo nel settore agroalimentare? La realtà è ben diversa. #arredamento #madeinitaly

Quando sentiamo parlare delle imitazioni di prodotti Italiani siamo subito portati a pensare alle numerose segnalazioni di Coldiretti in merito ai prodotti della nostra tavola, al famoso “Parmesan” e ai nostri vini che vengono riproposti all’estero in “polverosi” kit fai da te.

La verità è che poco prima di Natale, abbiamo ricevuto una segnalazione circa i numerosi prodotti Italian Sounding, presenti nei più famosi siti E-commerce del settore arredamento e complementi d’arredo.
In uno specifico caso il consumatore ha acquistato un tavolo consolle presso un negozio online Piemontese cui parte del nome è “Italian Furniture Store”. Ora, quanti di voi stando al nome del negozio pensano che i mobili venduti su questo sito siano Made in Italy? Senza dubbio molti.

L’amara verità è che all’arrivo del pacco il consumatore ha avuto palese evidenza che il prodotto fosse originario di un altro paese dell’Unione Europea. Il tavolo aveva addirittura un altro nome, evidente segno che l’articolo fosse stato semplicemente rivenduto, senza nemmeno aver avuto cura di rimballarlo.
Approfondendo la questione con il venditore ci siamo sentiti rispondere che non avevamo letto con attenzione le condizioni di acquisto, che recitano testuali parole:
“ I prodotti venduti da … vengono realizzati in Italia e all’estero, Se la provenienza del prodotto fosse di vitale importanza al fine decisionale, il cliente è pregato di effettuare una richiesta scritta via mail siccome i fornitori variano spesso i paesi di approvvigionamento merci. Nel caso il cliente non effettui nessuna richiesta scritta non si accetteranno lamentele sul paese di provenienza dell’articolo. “

Preferiamo lasciare a voi i commenti, ci sentiamo solo di sottolineare che i prodotti Italian Sounding, peraltro di pessima qualità come quelli venduti su questo portale, danneggiano il marchio Made in Italy, le imprese oneste, e le aspettative dei consumatori (italiani e internazionali).
Quando acquistate un prodotto Italiano, assicuratevi che non lo sia solo apparentemente, ma che sia realmente autentico e verificato.

 

Non dimenticare di fare un passo fondamentale nel tuo percorso di internazionalizzazione. Tutela i tuoi prodotti italiani contro le imitazioni.

Quando la “ciliegina sulla torta” diventa importante quanto le fondamenta di una costruzione.

L’internazionalizzazione è il delicato processo che ha come obiettivo finale entrare in un mercato estero per commercializzare con successo i nostri prodotti verso la clientela locale.
Per arrivare all’obiettivo senza incontrare spiacevoli e costosi intoppi il primo presupposto dovrebbe essere quello di non dare niente per scontato e non assumere a priori di essere in grado di replicare su quel mercato i successi ottenuti nel mercato domestico.
In via preliminare, prima di partire con la commercializzazione di prodotti italiani all’estero necessariamente bisognerà prestare attenzione a:

Analizzare il mercato di destinazione per individuare eventuali barriere normative, politiche o legali da cui dipende la stessa fattibilità del progetto di internazionalizzazione che si intende avviare.

Comprendere se i prodotti che intendiamo esportare rispondono alle reali esigenze, orientamenti culturali e gusti dei consumatori target locali.

Valutare se sarà necessaria l’individuazione di partner locali per la vendita e la distribuzione.

E’ scontato affermare che il percorso, per coloro che hanno deciso di affrontare questa sfida, è molto dispendioso sia in termini di energie che di denaro.
Nonostante si seguano tutti i passaggi raccomandati dagli esperti di settore, aziende specializzate e istituzioni che da anni trattano l’argomento, è possibile che i risultati ottenuti non siano in linea con le aspettative oppure che i risultati ottenuti possano facilmente essere migliorati garantendo alle “internazionalizzande” di rientrare dell’investimento sostenuto in minor tempo.

Una possibile ragione che rallenta i successi delle imprese italiane all’estero è sicuramente la presenza in loco di prodotti / servizi “simili” ai prodotti nazionali che il cliente estero fatica a distinguere da quelli autentici che faticosamente sono approdati sul loro mercato, si tratta dei famosi beni e servizi Italian Sounding.
La presenza di tali imitazioni è un aspetto che difficilmente viene analizzato in fase di analisi di mercato e potrebbe portare ad uno stravolgimento in negativo delle previsioni, in quanto il nostro valore aggiunto italiano potrebbe non essere percepito.
Viceversa, distinguere chiaramente ciò che si esporta da questa categoria di “beni” che imitano i nostri prodotti è sicuramente un elemento che potrebbe generare l’effetto tanto desiderato di avere maggiore successo in tempi più brevi e soprattutto riconquistare quella parte di mercato che da anni è trattenuta da produttori esteri che sfruttano elementi di italianità in modo quantomeno non corretto.

Associandoti a Reliabitaly potrai dare un complemento fondamentale al tuo percorso di internazionalizzazione e distinguere i prodotti esportati dalle imitazioni.

In casi come questo, il sistema Reliabitaly che a prima vista da molti imprenditori potrebbe essere considerato come “la ciliegina sulla torta” ovvero un “qualcosa in più” che aumenta il prestigio dei prodotti esportati, in realtà rispecchia maggiormente un elemento delle fondamenta di un piano per commercializzare i prodotti all’estero.

 

Solo il 3% dei nostri prodotti è conosciuto all’estero

Parlando solo di agroalimentare, che è il settore a cui si tende far riferimento quando si parla di Italian Sounding, la CIA Confederazione Italiana Agricoltori afferma che “…a fronte di una produzione nazionale che vanta circa 6000 tra cibi tradizionali e denominazioni di origine, l’Italia porta sulle tavole dei consumatori internazionali non più di 200 “veri” prodotti del Made in Italy. La reputazione del nostro agroalimentare è ottima, per la stragrande maggioranza degli stranieri “un must”, ma la cifra mossa dall’export è di quasi 37 miliardi di euro rispetto a un potenziale di almeno 70 miliardi. In sostanza, un paniere molto limitato di prodotti copre oltre il 90% del fatturato complessivo, che per 24 miliardi di euro è generato addirittura da scambi con le sole nazioni di Germania, Francia e Regno Unito…”. Numeri che devono far riflettere le imprese italiane che esportano sulla reale necessità di uno strumento di internazionalizzazione sostenibile e di promozione culturale di dettaglio sull’essenza e sulle peculiarità dei nostri prodotti italiani, non fermandoci come sempre al settore agroalimentare, ma andando oltre, a promuovere l’eccezionale abilità italiana in tutti i settori.

Click sull’immagine per leggere l’articolo completo di Askanew

 

Accordo E-bay – Ministero per combattere l’Italian Sounding. Una soluzione efficace?

GOLF2

“Il sito di aste rinnova l’accordo per combattere l’italian sounding. Ma in due anni gli annunci rimossi sono stati solo 386…”

E’ il sottotitolo di un recente articolo della rivista WIRED che poi inizia affermando che “Considerata la mole di annunci su eBay il risultato è misero”. Sempre nello stesso articolo si legge che Andrea Moretti, direttore affari legali di E-Bay in Italia conferma che il colosso dell’e-commerce è fortemente impegnato nella lotta alla contraffazione, affermando che questo è da sempre uno dei temi chiave per eBay.

Contraffazione, appunto, ma qui non si parla di contraffazione, la maggior parte dei prodotti Italian Sounding non violano nessun diritto d’autore, nessun copyright e tantomeno nessun brevetto che sono gli elementi chiave tutelati dal programma “Verified Rights Owner” lanciato nel lontanissimo 1998 che consente ai titolari di copyright ma anche di brevetti di segnalare le violazioni.

I concetti di Italian Sounding e contraffazione sono molto ben differenti.

Il primo è un reato punibile dal legislatore nazionale e comunitario, il secondo è in qualche maniera considerato lecito, a dimostrazione di ciò possiamo affermare che non ci sono conseguenze se aziende italiane producono e commercializzano ad esempio un formaggio simile al briè o alla feta richiamando in qualche maniera i veri paesi originari nell’etichetta del prodotto.

Il punto è che i nostri rappresentanti politici sono convinti di avere fatto grandi passi avanti stringendo accordi con queste realtà, ma la verità è che questa può essere una soluzione per combattere la contraffazione non l’italian sounding.
Poniamoci alcune domande:
Chi può vietare a un’azienda cinese di sedie di chiamarsi Trevi o Verdi o Garibaldi e richiamare nella documentazione commerciale aziendale e di prodotto i colori e le tipicità dell’Italia?
Ma soprattutto se un determinato articolo Italian Sounding generasse molte transazioni sul portale e-commerce, chi avrebbe il coraggio di toglierlo? Pretendiamo che una multinazionale totalmente intoccata dai danni derivanti dall’Italian Sounding sposi la nostra causa e prenda dei provvedimenti in merito al fine di tutelare le nostre aziende e i nostri lavoratori? Quali sono i conflitti di interesse a cui andrebbe incontro? Le politiche aziendali della piattaforma e-commerce prevedono davvero l’espulsione per prodotti la cui origine è chiaramente indicata sulla pagina di prodotto (ad.es Bangladesh) solo perché l’etichetta potrebbe in maniera sottile evocare nel consumatore la riconducibilità di quel prodotto ad un altro paese?

La verità è che tutti parlano dei danni derivanti dall’Italian Sounding sotto molteplici aspetti: potenziale ma mancata crescita delle aziende, mancati guadagni, impossibilità di aumento del personale, effetti sull’ indotto… ma solo alcuni hanno compreso che la risoluzione di questa piaga è nelle mani di chi è direttamente danneggiato da questo fenomeno. Le uniche realtà che possono iniziare da subito a migliorare la situazione sono le imprese che esportano i loro prodotti e servizi tutti i giorni, le dirette interessate.
L’ausilio delle istituzioni ricoprirà sicuramente un ruolo fondamentale in futuro ma il nostro parere è che se si vogliono vedere dei cambiamenti in tempi ragionevoli bisogna fare squadra e iniziare delle impegnative attività di sensibilizzazione diretta verso i consumatori, fornendogli garanzie sulle informazioni fornite attraverso l’etichetta dei nostri prodotti.

Leggi l’articolo completo su http://www.wired.it/economia/business/2016/06/23/patto-ebay-ministero/
PHOTO CREDIT: Markus Spiske / raumrot.com

 

Siamo online con il nostro nuovo sito!

Starting Reliabitaly

Un modo per permettere ad associati e consumatori di ottenere tutte le informazioni necessarie e di contattarci con facilità.

Uno strumento dinamico che interagisce con l’App mobile sviluppata per iOS e Android – presto disponibili – che vi permetterà di verificare la reale autenticità dei prodotti dichiarati Made in Italy.

Sul sito troverete informazioni su cos’è la nostra associazione e quali sono le principali aree in cui intende operare. Siamo sicuri sarà molto utile e di vostro gradimento.

Buona navigazione!

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